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DIARIO DA KABUL

In libreria, per i tipi della ObarraO edizioni

DIARIO DA KABUL

Appunti da una città sulla linea del fronte

di Emanuele Giordana

Il giornalista e fondatore di Lettera 22, Emanuele Giordana, torna a parlare di Afghanistan, il paese sempre seguito nelle sue alterne vicende politiche, da quando vi arrivò per la prima volta nel 1974.
Diviso in due sezioni Noi e l’Afghanistan e L’Afghanistan e noi, questo libro non vuole essere un’indagine sui perché della guerra, ma un diario che tenta di raccontare la situazione e gli  eventi attuali da un’altra angolazione, osservando afgani e occidentali convivere
e sopravvivere in una città da quasi dieci anni sulla linea del fronte.
Un punto di vista di forte impatto che affronta e analizza anche la vicenda attuale dei medici di Emergency.
Con la rara capacità di conciliare il dramma all’ironia, senza mai rinunciare ad un’analisi critica e profonda dei fatti, l’autore raccoglie
le riflessioni del suo blog e le sensazioni personali che non trovano spazio nel veloce avvicendarsi di notizie sulle prime pagine dei
quotidiani. Ne emerge il racconto di una realtà, e di un popolo, più complesso di quello che vorrebbe la retorica mediatica.

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Vivo altrove. Giovani e senza radici: gli emigranti italiani di oggi.

Sarà in libreria da martedì 11 maggio, per i tipi della Bruno Mondadori:

Vivo altrove.

Giovani e senza radici: gli emigranti italiani di oggi.

di Claudia Cucchiarato

Giornalista freelance che scrive per il Gruppo l’Espresso e L’Unità in Italia e per La Vanguardia in Spagna, da cinque anni residente a Barcellona.

L’autrice sarà in Italia per un giro di presentazioni che toccherà Roma (11 maggio), Padova (12 maggio), Milano (13 maggio) e Bologna (14 maggio): più sotto potete trovare tutti i riferimenti relativi agli incontri. Dal 1 maggio, invece, sarà online il blog www.vivoaltrove.it, dedicato appunto ai giovani migranti.

Il volume racconta le storie di giovani tra i 25 e i 40 anni che hanno deciso di lasciare il nostro Paese: non solo cervelli in fuga, certi di trovare all’estero opportunità migliori, ma anche ragazzi “normali” che sentono questa Italia troppo chiusa, ferma, asfittica, immobile, rivolta solo a se stessa.

Ragazzi cresciuti sentendosi cittadini del mondo, che male tollerano un Paese preso in mille guerriglie interne – politiche, geografiche, sociali, ma soprattutto generazionali – e che cercano all’estero opportunità che mai avrebbero in Italia.
Il libro raccoglie molte storie, ognuna con le sue particolarità e specificità, ma costituisce senza alcun dubbio il ritratto di una generazione. Tutti i dati confermano che il fenomeno della migrazione di giovani all’estero è in continuo aumento: secondo il consorzio universitario Alamlaurea, negli ultimi dieci anni il numero di laureati che si è spostato oltreconfine per trovare lavoro è triplicato, mediamente oltre il 3,5% dei nostri laureati si trasferisce ogni anno all’estero. È difficile fare statistiche su un fenomeno in continua evoluzione come quello di cui si occupa questo libro, ma si calcola ad esempio che i giovani italiani (tra i 25 e i 35 anni) attualmente residenti a Berlino siano all’incirca 6.000 e quelli residenti a Barcellona da meno di cinque anni siano circa 10.000.

Potremmo chiamarla “generazione Europa”, decine di migliaia di giovani che si spostano, prediligendo le grandi città e le capitali, le cosiddette “Eurocities”, dove approdano e da dove molto spesso ripartono, non alla volta del Belpaese, ma verso nuovi Paesi e nuove esperienze. Un generazione liquida.
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La Cina moderna

in libreria, per i tipi della Bruno Mondadori

LA CINA MODERNA

di Rana Mitter

La Cina fa parte del contesto globale.
Nel corso del XX secolo, ha tentato soprattutto di assimilare canoni culturali, che si trattasse di generi letterari moderni, di stili cinematografici o di tecniche artistiche e architettoniche. Tuttavia ci sono segnali della tendenza contraria: il paese si sta preparando a esportare non solo potere militare ed economico, ma anche forza culturale.

Assistiamo oggi a un processo epocale: la Cina, il paese più popoloso del mondo, sta entrando con tutto il suo peso economico, politico e culturale nella comunità globale, secondo ritmi e leggi ancora tutti da verificare, ma ben lontani da quelli che le potenze coloniali volevano un tempo imporre.
A fronte di questa pacifica rivoluzione, l’universo cinese ancora attende di essere esplorato secondo percorsi che affianchino consapevolezza storica e uno sguardo culturalmente attrezzato sul presente. La nuova Cina infatti si apre all’Occidente e al tempo stesso si riaccosta alla propria tradizione millenaria, riannodando un filo che l’ortodossia maoista aveva spezzato. Questo saggio, muovendosi sul doppio piano della storia e dell’analisi, offre un quadro articolato e problematico degli aspetti essenziali del paese: dalla controversa questione della modernità cinese e dei suoi rapporti col passato alle relazioni col mondo occidentale, dall’economia alla cultura.
La Postfazione di Alessandra C. Lavagnino dialoga con i temi più scottanti, aggiornando la prospettiva agli eventi recentissimi e proponendo ulteriori elementi di riflessione.

INDICE
1. Una Cina moderna?
2. Il vecchio e il nuovo ordine
3. La modernizzazione della Cina
4. La società cinese è moderna?
5. L’economia cinese è moderna?
6. La cultura cinese è moderna?
7. Una nuova Cina mirabile?

Postfazione di Alessandra C. Lavagnino

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Piazza Fontana, 1969

Nella settimana che porta al 40° anniversario della strage di Piazza Fontana, dedicheremo il nostro sito interamente a questa importante ricorrenza, segnalandovi in ogni categoria qualcosa al riguardo. Per quanto riguarda i libri, questa settimana abbiamo scelto un fumetto, il modo migliore, probabilmente, per comunicare certe storie ad un pubblico giovane, troppo spesso poco abituato a letture più elaborate…ma tant’è, bisogna provare tutte le strade per raccontare certe storie…

in libreria per i tipi della BeccoGiallo

Piazza Fontana, 1969

La strage alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano ricostruita da Francesco Barilli e Matteo Fenoglio con la supervisione di Federico Sinicato, avvocato di parte civile durante il processo.

Milano, 12 dicembre 1969. A metà pomeriggio la Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana è ancora affollata per le contrattazioni del mercato agricolo e del bestiame, che per tradizione si tengono di venerdì. Alle 16 e 37, nel salone principale dell’edificio, esplode una bomba collocata per provocare il più alto numero di vittime: al piano terra, sotto il tavolo che si trova al centro della stanza, di fronte agli sportelli. Il bilancio finale è di 17 morti e decine di feriti. L’esplosione segna l’inizio della strategia della tensione e apre il sipario sui dieci anni più controversi e bui della più recente storia italiana.

Quella strage, quelle trame antidemocratiche, imposero alla democrazia italiana una prova da superare: saper guardare dentro a se stessa e guarire dal suo male o accettare di conviverci e farsene consumare. Quella prova la democrazia italiana non ha saputo superarla: c’è un debito di verità e giustizia da assolvere, ma la Repubblica non è mai riuscita a saldarlo. Dalla prefazione di Aldo Giannuli.

il blog di Francesco Barilli: http://francescobarilli.splinder.com/

il blog di Matteo Fenoglio: http://vecchioblister.blogspot.com/

collezione Cronaca Storica
192 pagine
brossura cucita
Bianco/Nero
16 euro

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