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DOSSIER NUCLEARE
Posted by admin in approfondimenti on febbraio 8th, 2010
Passato e futuro dell’energia nucleare
Nella storia dell’uomo, l’utilizzo pubblico (bellico o energetico) del nucleare fa la sua comparsa a partire dagli anni Quaranta, con le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche interne al “Progetto Manhattan”: un gruppo di fisici, tra i quali Enrico Fermi, lavorò per la realizzazione in laboratorio della prima reazione a catena controllata. Il progetto aveva scopi militari e, infatti, portò alla costruzione della bomba atomica, utilizzata dagli Usa contro il Giappone (Hiroshima e Nagasaki) per mettere fine alla guerra nel 1945. Successivamente, il presidente statunitense Eisenhower inaugurò il piano “Atom for peace”, basato sull’utilizzo pacifico e con lo scopo di soddisfare il fabbisogno energetico nazionale; tra il 1954 e il 1955 venne realizzata la prima centrale nucleare della storia. La tecnologia nucleare (che anche i sovietici, nel frattempo, stavano sviluppando rapidamente) si diffuse in molte aree del pianeta e, in breve tempo, la maggioranza degli stati aderenti ai due blocchi imitarono l’esempio delle due super potenze.
Non bisogna mai dimenticare che la ricerca civile sul nucleare e l’innovazione scientifica ha sempre avuto forti implicazioni militari e, nel periodo della Guerra Fredda, era necessario non solo sviluppare una solida autonomia energetica, ma anche portare avanti studi tecnico-scientifici per la superiorità bellica. Anche l’Italia si dedicò alla ricerca per lo sfruttamento del nucleare, fin dagli anni Cinquanta, e la prima centrale nucleare entrò in funzione nel 1964, seguita da altre due nei mesi immediatamente successivi; il Piano Energetico Nazionale (Pen) prevedeva la costruzione di numerosi impianti nei decenni successivi e la progressiva sostituzione delle altre fonti energetiche (nei limiti permessi dallo sviluppo tecnologico dell’epoca) con il nucleare. La crisi energetica del 1973-74 non fece altro che aumentare la percezione nell’opinione pubblica che la pianificazione proposta dal Pen fosse più che mai necessaria, nonostante i costi elevati, l’assenza di criteri di sicurezza nella realizzazione delle centrali e il forte scontento delle comunità locali nella cui zona era prevista la loro costruzione.
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Posted by admin in approfondimenti on gennaio 16th, 2010
Prendono il via da questa settimana una serie di approfondimenti a cura di La.p.s.u.s. Tutti i lunedì (..speriamo) di riuscire a pubblicare un dossier su argomenti di interesse, sempre in una prospettiva storica, di cui proveremo a fornirvi la nostra lettura nonchè alcuni strumenti utili per iniziare a capirci qualcosa. Speriamo così che torniate spesso a trovarci ed eventualmente che ci proponiate temi o spunti che potremo approfondire. Ovviamente chiunque vorrà spedirci scritti o articoli d’approfondimento non esiti a farlo all’indirizzo info@laboratoriolapsus.it!
…buona lettura!
DOSSIER PETROLIO
“Controlla il petrolio e controllerai le nazioni” Henry Kissinger;
“Il petrolio è una risorsa politica per eccellenza, sin dai tempi in cui la sua importanza era più strategica che economica” da un discorso di Enrico Mattei;
Sul finire degli anni 50 M.K. Hubbert predisse che entro 15 anni la produzione di petrolio degli Stati Uniti avrebbe toccato il picco massimo. Elaborando un modello secondo una curva gaussiana Hubbert descrisse l’andamento della produzione di petrolio americana con profetica precisione.
Nel 1971 la produzione di petrolio del nord america incominciò a seguire una parabola discendente dopo aver toccato il picco massimo proprio all’inizio degli anni 70.
Il modello di Hubbert è applicabile per analogia anche alle riserve petrolifere mondiali. Proprio secondo questo modello, gran parte dei maggiori giacimenti petroliferi potrebbero raggiungere il picco massimo di produzione, oltre il quale vi è solo un inesorabile calo, entro il 2020.
Alcuni paesi esportatori come l’Iran hanno molto probabilmente già raggiunto questo picco.
Altri paesi lo raggiungeranno in pochi anni. La maggior fonte energetica del pianeta quindi potrebbe ridursi i maniera consistente nel prossimo decennio. Dato che il petrolio costituisce una risorsa primaria, di cui nessuna economia, iper-sviluppata o in via di sviluppo, può fare a meno lo spostamento delle risorse petrolifere determinerà una rimescolamento dello scenario mondiale, come già è successo in passato.
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