Archivio Autore

Martino Iniziato

Martino Iniziato

Laureato in scienze storiche presso l’università degli studi di Milano con una tesi su Ronald Reagan, ha imparato a fare siti internet quasi per gioco e lo ha trasformato in un quasi-lavoro. Un po' giornalista, un po' cameriere, un po' promotore d'eventi culturali è tra i fondatori dell'Associazione Lapsus e si rivede molto nella definizione springstiniana di "Jack of all trade": tuttofare. Tra le altre cose, è il curatore di questo sito per conto di Tanoma.it. Su twitter è @martinoiniziato

LE NAVI DEI VELENI

Per una volta non vi proponiamo un libro propriamente di Storia contemporanea. Anche se i fatti che  gli autori di questo volume  indagano affondano le loro radici nel passato, un passato torbido, come un fondale marino pieno di rifiuti tossici, che torna a galla oggi e a cui dovremmo prestare molta più attenzione di quanto facciamo solitamente…

in libreria per i tipi della Rubettino

LE NAVI DEI VELENI

tutta la verità sull’intrigo radioattivo

di Massimo Clausi e Roberto Grandinetti, giornalisti de “Il quotidiano della Calabria

È il 2004 quando un pentito della ’ndrangheta consegna alla direzione nazionale antimafia un voluminoso dossier scritto di suo pugno, dove parla di traffici legati allo smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi in cui è implicata la ’ndrangheta e i servizi segreti deviati. Il pentito apre scenari da spy story in un intreccio complicatissimo fra malavita, misteriosi uomini d’affari, servizi segreti deviati, compiacenze di Stato. Un intreccio che porta alle morti della giornalista del Tg3, Ilaria Alpi, e a quella sospetta del capitano di corvetta, Natale De Grazia. Nessuno crede fino in fondo a questi racconti a eccezione delle associazioni ambientaliste. Gli indizi sono molti e i dubbi aumentano quando sulla costa di Amantea spiaggia una delle presunte navi a perdere, l’ex Jolly Rosso. Si aprono inchieste che vengono però tutte archiviate. Fino a quando la Procura di Paola non scopre la carcassa di un vecchio mercantile al largo del Tirreno cosentino, nel punto esatto indicato dal pentito. «Sono stato io a farlo saltare in aria – aveva detto – conteneva 120 fusti di rifiuti radioattivi».

APPROFONDIMENTI

-LEGAMBIENTE: le navi dei veleni, 15 anni di denunce (dossier, approfondimenti, documenti)

-le navi a perdere (dal rapporto ecomafia 2006)

inchiesta de La nuova ecologia: “Le navi a perdere” (2008)

elenco delle navi affondate nel mediterraneo 1979-2001 (2009)

-comitato civico “Natale De Grazia – per la verità sulla motonave Rosso

-intervista a Gianfranco Posa (WWF Amantea) e promotore del Comitato Natale De Grazia dopo le ultime  vicende legate al ritrovamento di un relitto al largo di Cetraro  (30 ottobre ’09)

-Calabria e veleni: il governo respinge la petizione del Quotidiano della Calabria firmata da 28.000 persone (15 novembre ’09)



Leggi Tutto

fine della finanza

in libreria per i tipi della Donzelli

FINE DELLA FINANZA

di Massimo Amato e Luca Fantacci

Si dice, con leggerezza, che tutte le crisi prima o poi finiscono – salvo ammettere in seguito, con altrettanta leggerezza, che ve ne saranno sempre di nuove. Ma le crisi non sono affatto un inevitabile «effetto collaterale» della finanza. Piuttosto, sono la prova di un difetto costitutivo dell’attuale configurazione della finanza di mercato. È pensabile un’altra finanza? Per rispondere a questa domanda gli autori sottopongono la crisi finanziaria a una triplice interrogazione. Che cosa è entrato in crisi? Non semplicemente un insieme di strumenti, ma un’intera concezione della finanza. Le stesse innovazioni che ieri promettevano a tutti, attraverso un crescente indebitamento, benefici indiscriminati, sono diventate improvvisamente causa di sofferenze e di perdite altrettanto indiscriminate. In ogni caso, esse sono il portato di una finanza che manca sistematicamente il proprio fine. Ma il fine della finanza coincide con la fine, ossia con il pagamento a tempo debito e la chiusura dei conti fra debitori e creditori. Da dove viene la crisi? Non da una frenesia di novità e di profitto degli ultimi decenni, ma da una lunga serie di decisioni, più o meno consapevoli. Ripercorrendo a ritroso la storia finanziaria dell’Occidente moderno, il libro rintraccia le radici di un sistema che ha fatto del credito e della moneta una merce, per poter finanziare indiscriminatamente la pace e la guerra. Come uscire dalla crisi?Non accontentandosi di palliativi, capaci solo di preparare ulteriori e più gravi crisi, ma impegnandosi in una riforma del sistema monetario e creditizio fondata su un pensiero adeguato. Ripensare la finanza significa, oggi, imparare a distinguere ciò che troppo spesso è confuso: moneta e credito, moneta e merce, economia di mercato e capitalismo. E riaprire il dibattito sui principi e sui fini implicati da un rapporto sano fra economia e finanza, di cui si sente sempre più drammaticamente l’esigenza.

Massimo AMATO è studioso di storia della moneta e autore di Il bivio della moneta (Egea, 1999) e Le radici di una fede. Per una storia del rapporto fra moneta e credito in Occidente (Bruno Mondadori, 2008). Insegna Storia economica all’Università Bocconi.


Luca FANTACCI, studioso di storia della moneta e del pensiero di Keynes, ha pubblicato La moneta. Storia di un’istituzione mancata (Marsilio, 2005). Insegna Storia economica all’Università Bocconi.

Leggi Tutto

il dibattito sulla resistenza

mercoled’ 29 aprile 2009

il secondo incontro sulla Resistenza, la nascita della Repubblica e l’abuso pubblico di questa storia…

proviamo a riflettere sul dibattito che si è sviluppato negli anni sul tema della resistenza, sulla questione della guerra civile e sulla costruzione di un immaginario nell’Italia del dopoguerra.

IL DIBATTITO SULLA RESISTENZA

ne parla: Aldo Giannuli, docente di Storia contemporanea presso l’Università Statale di Milano

ASCOLTA l’audio dell’incontro.

Leggi Tutto

Quale futuro per la storia? Provincializzare l’Europa per una nuova storia mondiale?

GIOVEDI’ 28 MAGGIO, h. 10.30, Aula 435

QUALE FUTURO PER LA STORIA?

Provincializzare l’Europa per una nuova storia mondiale?


Il mondo contemporaneo è sempre più problematico e articolato. Nuove grandi potenze mondiali si affacciano sullo scenario internazionale, togliendo all’Occidente il ruolo centrale che ha da sempre ricoperto, anche nella storiografia. Ci chiediamo: ha ancora senso scrivere una storia tutta eurocentrica? Oppure bisogna interrogarsi sulla possibilità di nuovi approcci alla storia mondiale, con tutte le problematiche metodologiche che questo comporta?

Ne parlano:
SILVIA PIZZETTI, docente di storia delle civiltà e dei sistemi internazionali presso l’Università Statale di Milano;
STEFANO ALLOVIO, docente di antropologia culturale presso l’Università Statale di Milano;
MASSIMO CAMPANINI, docente di storia e istituzioni dei paesi islamici presso l’Università Orientale di Napoli;

ASCOLTA gli interventi dei relatori

GUARDA di seguito i riassunti degli interventi

Leggi Tutto

QUALE FUTURO PER LA STORIA?

la storia contemporanea ha dei problemi?! E gli storici?!

GIOVEDI’ 28 MAGGIO, h. 10.30, Aula 435

QUALE FUTURO PER LA STORIA?

Provincializzare l’Europa per una nuova storia mondiale?

Il mondo contemporaneo è sempre più problematico e articolato. Nuove grandi potenze mondiali si affacciano sullo scenario internazionale, togliendo all’Occidente il ruolo centrale che ha da sempre ricoperto, anche nella storiografia. Ci chiediamo: ha ancora senso scrivere una storia tutta eurocentrica? Oppure bisogna interrogarsi sulla possibilità di nuovi approcci alla storia mondiale, con tutte le problematiche metodologiche che questo comporta?

Ne parlano:
SILVIA PIZZETTI, docente di storia delle civiltà e dei sistemi internazionali presso l’Università Statale di Milano;
STEFANO ALLOVIO, docente di antropologia culturale presso l’Università Statale di Milano;
MASSIMO CAMPANINI, docente di storia e istituzioni dei paesi islamici presso l’Università Orientale di Napoli;

Leggi Tutto

PINELLI, L’ONORE E LA PACIFICAZIONE DI UN PAESE…

PINELLI, L’ONORE E LA PACIFICAZIONE DI UN PAESE…

Il 9 maggio 2009 Giorgio Napolitano ha tenuto un importante discorso in occasione della Giornata del ricordo delle vittime del terrorismo, a cui ha invitato, per la prima volta, anche Licia Pinelli, moglie di Giuseppe, al quale Napolitano ha dedicato parole sentite ed importanti per riabilitarne finalmente, dopo 40 anni dalla strage di Piazza Fontana, la memoria e l’onore.

Ma si può dire che il discorso di ieri chiuda davvero quel capitolo della storia d’Italia? La stretta di mano tra Licia Pinelli e la moglie del commissario Luigi Calabresi è sicuramente un evento importantissimo e di grande valore simbolico, ma si può davvero parlare di pacificazione?E soprattutto, cosa significa realmente questa parola?

Le reazioni alla giornata di ieri sono state numerose e diverse. Proviamo a proporvi alcuni spunti di riflessione diversi, cercando di mettere un po’ d’ordine e di capirci qualcosa…

il discorso del Presidente Napolitano (pdf)

L’intervista al giudice Guido Salvini, da “Il Manifesto” 10/05/09

L’onore perduto dell’anarchico pinelli, da CARMILLA

Quirinale, storica stretta di mano tre le vedove Calabresi e Pinelli, da unita.it 10/05/09

L’editoriale di G. Santomassimo, da “Il manifesto” 10/05/09

Il commento di G. Bianconi sul Corriere della Sera 10/05/09

l’articolo di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera 11/05/09

La risposta all’articolo di Battista di Aldo Giannuli, dal suo sito aldogiannuli.it

il commento di Marco Travaglio su Passaparola del 18 maggio ’09 dopo le polemiche sulle sue dichiarazioni alla fiera del libro di Torino;

Leggi Tutto

L’ABUSO PUBBLICO DELLA STORIA

In libreria, da giovedì 23 aprile 2009, per i tipi della Guanda,

“L’ABUSO PUBBLICO DELLA STORIA,

come e perchè il potere politico falsifica il passato”

Da circa vent’anni è in corso, in tutto il mondo, uno scontro senza precedenti sulla storia in relazione al tentativo di ricostruire un nuovo ordine mondiale dopo il crollo di quello bipolare. Assistiamo a un prepotente ritorno sulla scena

copertina

copertina

politica del “Principe” che avoca a sé il potere di stabilire quel che la storia deve dire. Questo ritorno si giova di fenomeni quali l’eclissi del sociale, la corrosione della democrazia, l’avanzare dell’antipolitica populista, la fine dello stato sociale, il vento culturale del neoliberismo che hanno puntuali ricadute sul piano culturale e, più specificatamente, storiografico. Su questo scontro, e sulle più ampie questioni correlate, indaga Aldo Giannuli analizzando il revisionismo storico nelle sue diverse manifestazioni, a cominciare dal tema dell’olocausto e dal connesso fenomeno di “tribunalizzazione” della storia e dedicando particolare attenzione all'”anomalo” caso italiano. Partendo dall’affermazione che la storia è il suo uso pubblico, e coincide perfettamente con esso, il libro si sofferma in particolare sull’abuso della storia recente nei mass media, con un occhio  attento alla spettacolarizzazione. Se non mancano infatti opere di buona qualità, prevalgono nettamente quelle che, in nome dell’uso pubblico della storia, praticano un sostanziale abuso a fini di politica contingente. Il problema storiografico che ci si presenta oggi è proprio quello di intuire la portata della svolta storica che abbiamo appena attraversato, da dove è sorta e dove ci sta portando. E si comprende come tutto questo vada molto oltre la retorica del “secolo del male”.

fonte: www.aldogiannuli.it



Leggi Tutto

seguici

Associazione Lapsus