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Martino Iniziato

Martino Iniziato

Laureato in scienze storiche presso l’università degli studi di Milano con una tesi su Ronald Reagan, ha imparato a fare siti internet quasi per gioco e lo ha trasformato in un quasi-lavoro. Un po' giornalista, un po' cameriere, un po' promotore d'eventi culturali è tra i fondatori dell'Associazione Lapsus e si rivede molto nella definizione springstiniana di "Jack of all trade": tuttofare. Tra le altre cose, è il curatore di questo sito per conto di Tanoma.it. Su twitter è @martinoiniziato

democrazia e pensiero militare

6 novembre 2008

presentazione del libro: LA DEMOCRAZIA E IL POTERE MILITARE, di Giorgio Galli

relatori:

Giorgio Galli, storico, già docente di storia delle dottrine politiche all’Università Statale di Milano;

ASCOLTA gli interventi!

Con la fine dell’autoritarismo comunista non si è tuttavia esaurito il modello statuale autoritario, prevalente nel mondo multipolare, dagli USA alla Russia, dalla Cina all’India, sicché – rileva l’Autore – i criteri politologici di mezzo secolo fa resistono dopo il crollo sovietico, pur non sussistendo il rischio di reali derive autoritarie nell’Occidente vincitore della Guerra Fredda. Mutamenti, dunque, ma anche continuità: l’elemento di continuità è la relazione fra la democrazia occidentale che non si è estesa e altre aree culturali, dove rimane determinante il potere militare: il mondo islamico, coi rapporti tra pensiero militare e fondamentalismo; e quello latino-americano, col rapporto tra quel pensiero e il populismo.
Nel delineare tramite alcune delle sue voci più autorevoli un quadro del pensiero militare italiano, Galli evidenzia l’approccio moderno rispetto a problematiche globali (il nesso fra guerriglia e terrorismo, la “gestione della paura” dopo l’11 settembre, la presenza italiana nei conflitti più recenti), indicando ad un tempo l’esigenza di un recupero culturale delle forze armate, “mezzi indispensabili per qualsiasi pace possibile”.
Se, in conclusione, il pensiero anglosassone ipotizza un futuro di accresciuta conflittualità per le trasformazioni ambientali, climatiche e dell’uso delle risorse, può prefigurarsi in crescita anche il ruolo della forza (e quindi dei militari); ma se il pensiero militare si affina, ne apparirà in ascesa la capacità di affrontare e risolvere i problemi.

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bombe a inchiostro

2008_bombe11 marzo 2008, Università degli Studi di Milano
Podcast della presentazione del libro

“Bombe a inchiostro”
Luci e ombre della Controinformazione tra il ’68 e gli anni di piombo. Da Piazza Fontana al rogo di Primavalle, dalla Comune di Dario Fo al processo 7 aprile, i depistaggi dello Stato e i servizi segreti del Movimento.

Ne parlano
Aldo Giannuli, autore, già consulente della Commissione stragi;
Carlo Lucarelli, giornalista, scrittore;
Ranieri Polese, giornalista del Corriere della Sera;
Piero Scaramucci, giornalista, già direttore di Radio Popolare;

Italia, anni ’70. Mentre piombo e tritolo infiammano il Paese, si combatte una guerra più sotterranea tra le cosiddette fonti ufficiali dell’informazione e i molti rivoli della militanza democratica.

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il golpe di via fani

3 marzo 2008

presentazione del libro: IL GOLPE DI VIA FANI, di Giuseppe De Lutiis

relatori:

-Giuseppe De Lutiis, autore, storico, già consulente della Commissione stragi;

Laura Bertoleviale, procuratore della Corte d’Appello di Milano;

Giorgio Galli, storico;

Aldo Giannuli, storico;

Nando Dalla Chiesa, giornalista, parlamentare, figlio del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa;

Piero Colaprico, giornalista;

“A trent’anni dal sequestro e dall’omicidio di Aldo Moro, sono moltissimi gli aspetti non ancora chiariti”…
“Un lavoro di ricerca che colloca il sequestro e l’assassinio dello statista nel quadro internazionale, nel quale le due grandi potenze, USA e URSS, vedevano con preoccupazione la possibile costituzione in Italia di una maggioranza politica con un forte ruolo del Partito comunista. Un’analisi che allarga il campo di indagine sul terrorismo rosso e approda a nuove valutazioni dei fatti degli Anni di piombo”…

ASCOLTA gli interventi dei relatori!

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negazionismo: si può insegnare la Storia con le leggi?

Il 12 febbraio 2007, quando l’allora Ministro della Giustizia Mastella proponeva di istituire una legge che perseguisse i negazionisti della shoah, organizzammo un dibattito per discutere del senso di queste leggi già in vigore in altri paesi europei, e del continuo e poco conveniente uso che la politica fa della Storia…

relatori:

Barbara Bracco, docente di storia contemporanea presso l’Università di Milano Bicocca;

Emanuele Fiano, membro della Comunità ebraica di Milano;

Giuseppe Valota, Presidente della sezione A.N.E.D. di Sesto S.G.;

leggi i MATERIALI che preparammo per l’iniziativa!

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