Considerazioni conclusive

Written by admin. Posted in Lab. abuso pubblico della Storia

Il percorso

Anche quest’anno il laboratorio La.p.s.u.s. ha promosso un laboratorio didattico inerente aspetti poco approfonditi della Storia contemporanea.
Il percorso è stato costruito attraverso otto incontri seminariali che hanno permesso l’acquisizione di 3 cfu per gli studenti partecipanti e la sperimentazione di un gioco di ruolo a carattere storico, svolto sempre dai frequentanti. Il tema è stato l’uso e l’abuso pubblico della storia (link calendario).

L’utilizzo pubblico e politico dei temi storiografici, infatti, ha assunto caratteristiche del tutto particolari in età contemporanea: gli incontri, divisi in moduli tematici, hanno permesso di delineare un quadro introduttivo generale del fenomeno, per poi passare ad esempi concreti, sia a livello internazionale che più specificatamente italiano.

Dalla serie di incontri, dalle relazioni dei relatori chiamati ad intervenire e dal dibattito spesso mosso dagli studenti stessi, è emerso un dato: la centralità della Storia nel vasto ambiente delle discipline umanistiche. Questa affermazione non deve tuttavia essere interpretata come presuntuosa o sprezzante verso altre materie umanistiche: crediamo infatti che proprio l’interdisciplinarietà potrebbe oggi rendere più efficace un approccio umanistico, scientificamente corretto e capace di cogliere la complessità della società e dei suoi fenomeni.

In questa complessità, la disciplina storica si dimostra centrale. L’assunto da cui siamo partiti nelle lezioni introduttive, e che poi ha guidato tutto il percorso, è che la Storia è il suo uso politico e che le ricadute dei suoi assunti e delle ricostruzioni degli storici, influiscono sulla vita sociale e politica di una comunità a più livelli. Compito degli storici deve essere quello di ricostruire più dettagliatamente possibile avvenimenti ed episodi della storia, di sviluppare e consolidare sempre più un efficace metodo scientifico anche per l’età contemporanea, di non fornire ricostruzioni ideologiche, ma manifestare chiaramente la propria cultura e la propria scuola storiografica, così da mettere il lettore in grado di comprendere a pieno il valore di ciò che sta leggendo o studiando, anche all’interno di un dibattito tra culture storiche e politiche differenti.

La partecipazione al laboratorio ha riscontrato un risultato positivo e significativo, con la presenza anche di persone non iscritte, che hanno scelto di partecipare al percorso. L’aver realizzato questo laboratorio di studi all’interno dell’Università ha per La.p.s.u.s. un significato preciso: valorizzare non soltanto la formazione degli studenti, ma anche cercare di contribuire a dei passi in avanti nella ricerca storica contemporanea, superando i limiti odierni e avvicinandosi alle esigenze e alle necessità del presente.

Come per la strategia della tensione, la metodologia per la ricerca storica contemporanea e la rivoluzione criminale nel ’900 (per citare gli argomenti trattati negli ultimi due anni dai nostri laboratori) anche riguardo l’uso e l’abuso pubblico della storia abbiamo creduto fosse utile cercare di fornire un’analisi più organica, scientificamente corretta e in grado di essere divulgata più chiaramente possibile agli studenti.

Il laboratorio La.p.s.u.s. ha cercato di portare il suo modesto contributo in tal senso.

Il gioco

Come detto, accanto alle lezioni e ai dibattiti, il percorso laboratoriale è stato integrato con un esperimento didattico: l’ideazione e la realizzazione di un gioco di ruolo storico (link gioco + materiali).

Partendo da uno scenario fantapolitico che esagera elementi dell’attuale crisi economica, descrivendo un contesto prossimo alla guerra civile in Europa e in Italia, i partecipanti sono stati divisi in cinque squadre che avevano come obiettivo la conquista del consenso popolare. Lo strumento principale da utilizzare e il tema su cui maggiormente riflettere e agire era l’utilizzo della storiografia per giustificare le proprie posizioni politiche, costruire l’identità politica del gruppo, dare un’interpretazione della situazione sociale, accusare gli avversari.

Lo svolgimento del gioco e le modalità di coinvolgimento degli studenti-giocatori ha rappresentato un esperimento e una prima esperienza anche per La.p.s.u.s. stesso. La volontà è stata cercare di integrare la parte teorica delle otto lezioni con una fase di apprendimento attivo, in cui erano gli studenti stessi ad elaborare strategie di abuso pubblico e ad agire in prima persona in una realtà simulata.

Il gioco è stato diviso in quattro parti: una di lavoro a casa (preparazione), due di svolgimento in classe (influenza 1, influenza 2) ed una finale di elaborazione collettiva (debriefing).
Il risultato dell’esperimento è stato positivo: gli studenti/giocatori hanno mostrato partecipazione, entusiasmo e buona capacità inventiva, soprattutto nelle prime due parti; nella terza è stato dato un maggior peso alla retorica e agli elementi di fantapolitica, piuttosto che alla dimensione storica e dell’abuso (soprattutto a causa di errori comunicativi e organizzazione stessa del gioco); infine, il debriefing ha visto un coinvolgimento collettivo buono, sia nell’analisi delle scelte fatte dai giocatori, sia nella parte di critica e di riflessione sulla struttura stessa del gioco.

La comprensione sull’obiettivo didattico che la simulazione ludica voleva raggiungere c’è stata ed il dialogo ha portato ad una maggior consapevolezza di cosa è l’abuso pubblico della storia, del perché le squadre hanno adottato determinate strategie (dimensione di auto comprensione) e per quale motivo queste possono essere considerate coerenti o meno con il tema.

Al termine di questo esperimento didattico, consapevoli dei difetti e dei miglioramenti da apportare per future simulazioni è possibile affermare l’importanza e la forza del gioco di ruolo storico quale strumento innovativo di insegnamento e comprensione non solo della storia di determinati periodi, ma anche e soprattutto dei complessi fenomeni e processi storici.

L’integrazione di una buona e solida base teorica con un’attività creativa e partecipativa (ma non per questo meno scientificamente valida) è una strada che continueremo quindi a sperimentare e utilizzare per introdurre nuovi metodi di insegnamento e migliorare gli esistenti.

Laboratorio La.p.s.u.s., Dicembre 2011

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