Cos’è l’IBCC Digital Archive

Nei precedenti post abbiamo accennato all’International Bomber Command Centre Digital Archive, che vorremmo ora descrivere più estesamente.
Frutto di quattro anni di lavoro, l’Archivio è gestito dall’Università di Lincoln con proprio personale ed è finanziato dall’Heritage Lottery Fund britannico (HLF). Esso raccoglie fonti inedite relative alla guerra aerea in Europa (1939-1945), che consistono perlopiù di interviste ai testimoni degli eventi, archivi personali e materiale presente in collezioni private.


“97 Squadron operation honours, Milan, 14/15 February 1943,” IBCC Digital Archive,
accessed September 9, 2018, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/961

I bombardamenti a tappeto rimangono un aspetto delicato, spesso controverso, della storia europea del Novecento: la loro natura  problematica è avvertita sia dai vincitori sia da quanti si sono trovati sotto le bombe. Per questo motivo l’Archivio ha seguito una politica di digitalizzazione ad ampio raggio. Sono disponibili documenti relativi a quanti prestarono servizio nel Bomber Command della Royal Air Force, al personale di terra, ai civili sotto i bombardamenti, agli operai nelle industrie aeronautiche come pure a quanti hanno combattuto su fronti contrapposti: personale di volo dell’Asse o serventi di contraerea.

L’Archivio ha quindi uno spiccato carattere internazionale e presenta la dimensione privata ed individuale della guerra come esperienza di violenza condivisa. I documenti sono infatti accessibili per località in modo da accostare il punto di vista dei civili a quello degli aviatori e far emergere la dimensione problematica della guerra di bombardamento. Per la maggior
parte delle città europee sono quindi disponibili molteplici documenti di diversa provenienza: piani di volo, mappe, diari di personale di volo, interviste, fotografie aeree, sono accostati a volantini di propaganda, documentazione dei danni, ricordi e testimonianze di quanti si siano
trovati sotto le bombe. Una mappa dinamica permette di accedere ai contenuti su base geografica.

Ricerca geolocalizzata degli item presenti nell’IBCC Digital Archive.

L’archivio agisce quindi come una sorta di aggregatore permettendo di vedere in contesto documenti che non erano mai stati pensati per essere confrontati l’uno accanto all’altro. Questo permette di far emergere nuovi ed inediti significati e di vedere ogni testimonianza non come qualcosa di isolato, ma al centro di una rete di relazioni, spesso problematiche e
contraddittorie, mostrando l’irriducibile complessità morale della guerra di bombardamento.
L’iniziativa colma inoltre un vuoto nel panorama delle fonti sulla seconda guerra mondiale in quanto offre al pubblico materiale complementare a quello preservato negli archivi istituzionali. Gran parte di quanto pubblicato online non è mai stato esaminato dagli storici essendo stato conservato fino ad ora in mani private.

“The last one on Milan was nearly as bad. We could see the whole town coming up at us as we turned away after bombing – it was brilliant moonlight and you could see the whites of their eyes. So taken by and large the last few trips have been right on the mark. The Italian do’s are nice and quiet, not being sociable types they do not welcome us with the fervour of our Hun friends”

Peter Lamprey, “Letter from Peter Lamprey to W Gunton,” IBCC Digital Archive,
accessed September 9, 2018, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/6538.

Ci è inoltre piaciuta molto l’attenzione al ruolo delle donne e delle minoranze etniche, specie in un contesto tradizionalmente dominato da narrazioni maschili in termini di coraggio, eroismo e violenza.
Molto di questo nasce dalla sensibilità del capo di questo progetto di storia
militare: parliamo della professoressa Heather Hughes, Amnesty International South Africa award for Significant Contribution to the Struggle for Human Rights. Abbiamo avuto il piacere di incontrarla a Lincoln e siamo rimasti colpiti dalla sua umanità e dal modo con cui ci ha accolti, facendoci sentire subito a nostro agio e parte del progetto.

La cosa che abbiamo apprezzato di più dell’Archivio è il fatto che esso si colloca in una tradizione di public history che ha pochi equivalenti nel nostro paese. Tutto questo materiale è stato raccolto, catalogato e digitalizzato da centinaia di volontari attivi in vari paesi europei. Essi hanno lavorato non come semplici “portatori d’acqua” ma hanno visto il loro ruolo pubblicamente riconosciuto nelle schede di catalogo come è accaduto ai soci di Lapsus che hanno collaborato.

Chi abbia mai svolto una ricerca sa quanto sia frustrante avere a che far con un archivio per ottenere delle riproduzioni: qui tutto è disponibile online ad alta risoluzione, con filigranature poco invasive. Cosa ancora più importante, ogni documento è online con una licenza Creative Commons incorporata, il che consente di utilizzarlo immediatamente in tesi, presentazioni e progetti di ricerca senza dover affrontare complicate trafile burocratiche. Molto del materiale disponibile nell’Archivio è inoltre rilevante per quanti si interessano di storia militare, come le centinaia di fotografie scattate dai ricognitori che invece di essere distrutte sono finite in mani private, dove sono rimaste per decenni finchè digitalizzate e pubblicate. Ma l’aspetto che ci ha colpito maggiormente e che ci è sembrato davvero innovativo è il fatto che sia le interviste che i documenti sono trascritti integralmente, così da rendere il contenuto ricercabile in modalità full-text. Questo rende l’archivio di grande interesse per antropologi, storici sociali e genealogisti, ed in genere per quanti si occupano di memorie marginalizzate e fatti storici controversi.

Per saperne di più sull’approccio dell’archivio al patrimonio culturale controverso potete anche vedere il blog del progetto, dove viene pubblicato di frequente materiale di interesse per gli storici italiani.
L’archivio fa parte dell’International Bomber Command Centre di Lincoln. La sua area monumentale ed il suo centro visite sono state inaugurate nel gennaio 2018. Ulteriori informazioni su: www.internationalbcc.co.uk
Lo abbiamo visitato di recente e vi riporteremo presto le nostre impressioni.

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Zeno Gaiaschi

Zeno Gaiaschi

Cervello analitico e preciso, ha un piede nella Storia e uno nell’Antropologia. Vive in simbiosi con i devices, impara con estrema facilità tutto quello che ha a che fare con la tecnologia, segue e coordina insieme a Martino il settore Comunicazione. È un maledetto ficcanaso.

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