Rettore Vago, si vergogni

Il Rettore Gianluca Vago permette l’ingresso in Università della polizia.

Ieri pomeriggio l’Università degli studi di Milano ha subito uno sfregio gravissimo. Da anni infatti non si assisteva all’irruzione violenta della polizia in assetto antisommossa all’interno dell’università: questo è quanto avvenuto ieri quando, dopo lo sgombero e la distruzione dei locali della libreria ex-cuem da parte dell’università per la costruzione di un nuovo spazio adibito a macchinette del caffè (si, avete letto bene), polizia e carabinieri hanno caricato violentemente gli studenti che stavano chiedendo con determinazione ma senza alcuna violenza, un nuovo spazio dove poter proseguire il loro progetto.

Ora, cerchiamo di capire. Quanto avvenuto è gravissimo, ma è solo la materializzazione circoscritta di problemi ben più gravi che non possiamo non sollevare e che riguardano il rettore Vago in primo luogo, che non può non aver quantomeno autorizzato, con l’avvallo del senato accademico, l’ingresso in università della polizia. Alcuni mesi fa abbiamo seguito molto da vicino il ricambio ai vertici dell’ateneo, con l’elezione del nuovo rettore dopo il lungo regno di Enrico Decleva presentatosi come rettore del rinnovamento e della discontinuità. Ma, a ben guardare, cosa è cambiato in questi mesi? Si è potuto cogliere, per gli studenti, un cambio di rotta rispetto alla conduzione precedente? Pare proprio di no, ed i fatti di oggi rappresentano davvero un bruttissimo episodio che segnerà inevitabilmente il rettorato di Gianluca Vago. Sappiamo bene che i problemi degli studenti non si esauriscono nell’esperienza della libreria cuem e che il rettore deve tenere in piedi una baracca ogni giorno più allo sfascio, ma è la gestione di tutta questa situazione a destare molti dubbi, per non dire di peggio. Perchè utilizzare un approccio così autoritario? Perchè legittimare l’ingresso e, cosa ancor più grave, le cariche della polizia, su studenti dell’università? Perchè gestire lo sgombero e la distruzione del locale della libreria in maniera così brutale?

Ecco quindi che già iniziano a palesarsi i limiti più generali di questo inizio del mandato del neorettore. Da quando è entrato in carica, non un messaggio di saluto e presentazione è stato inviato a tutti gli studenti della statale, non un punto programmatico su quanto intende fare, che indirizzi dare all’università, quali criteri adotterà nelle scelte. Certo, ai rappresentanti degli studenti ed ai docenti qualche informazione arriva, ma quanto contano pochi rappresentanti che giocano a fare i politici in senato accademico e nelle altre rappresentanze, davanti a migliaia di studenti che nulla sanno di quanto succede nelle segrete stanze di via Festa del Perdono? Perchè non segnare una discontinuità, rettore Vago, anche nello stile e nell’apertura dell’università a quelli che, fino a prova contraria, sono i suoi utenti, visto che paghiamo fior di rette per un servizio che resta tra i più arretrati e inefficaci d’Europa sotto molti punti di vista? Quanto accaduto ieri è l’ennesima dimostrazione di una università chiusa, una volta di più incapace di instaurare un dialogo positivo e costruttivo con gli studenti (gli unici che pagano, tra l’altro), di instaurare sinergie nuove ed aprirsi come una campana di vetro, invece che chiudersi dietro cordoni di polizia che rappresentano per noi l’opposto di ricerca, cultura, confronto. Per questo quanto accaduto è ancora più grave: perchè, per lo meno ai nostri occhi, segna la negazione di quella discontinuità propagandata da Vago in campagna elettorale e già dimenticata o per lo meno a noi che cerchiamo di tenerci aggiornati su quanto accade in università, invisibile, nei contenuti, nello stile, nella comunicazione di questi primi mesi di neorettorato. Qualcuno sa dirci cosa fa il rettore ogni giorno? Che decisioni prende? Non siamo certi animati da passioni grilline per lo streaming, ma nell’epoca in cui anche il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama utilizza twitter ed i social network per rendere comprensibili e percepibili le sue scelte, è quantomeno scandaloso che non si possa sapere nulla delle scelte e delle attività del rettore di una delle più importanti università milanesi, così come di ciò che accade in senato accademico e negli organismi decisionali della nostra amata università. Ecco perchè quanto avvenuto ieri in università non è solo gravissimo per i fatti in sè, ma è una sconfitta per l’università molto più in generale, che per l’ennesima volta si è dimostrata un corpo chiuso, escludente, repressivo.

Rettore Vago, è appena all’inizio del suo mandato e si è reso responsabile di uno dei più gravi atti nella storia recente del mondo universitario italiano. Di fronte a tutto ciò, non ci sono formalismi o finti rispetti che tengano: si deve solo vergognare.

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Zeno Gaiaschi

Zeno Gaiaschi

Cervello analitico e preciso, ha un piede nella Storia e uno nell’Antropologia. Vive in simbiosi con i devices, impara con estrema facilità tutto quello che ha a che fare con la tecnologia, segue e coordina insieme a Martino il settore Comunicazione. È un maledetto ficcanaso.

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