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Gianluca Vago è il nuovo Rettore! Prime dichiarazioni: rilanciare l’orgoglio di Unimi in tutte le sue componenti

E’ un Gianluca Vago visibilmente emozionato quello che si è presentato, intorno alle 17, nella sala di rappresentanza del rettorato in via Festa del Perdono, dove si stava ultimando lo spoglio dei voti che lo ha visto diventare il nuovo rettore dell’Università degli Studi di Milano. Molto “sportiva” la stretta di mano con Marisa Porrini, giunta pochi minuti prima proprio per salutare il vincitore. Le prime dichiarazioni, che evidenziano un rettore già pronto per afforntare la stampa, sono di ringraziamento, per tutti coloro che lo hanno sostenuto. “Non mi aspettavo una vittoria così larga” dichiara il rettore che sottolinea la sua volontà di avviare un rettorato in discontinuità con gli ultimi anni, che porti uno svecchiamento dei meccanismi burocratici, ma soprattutto riporti Unimi al centro della vita culturale cittadina, aprendosi a tutta la società e non solo alle aziende, come temuto da chi lo ha osteggiato in campagna elettorale.  Certo sono solo le prime dichiarazioni, i problemi della nostra università sono numerosi e profondi ed il lavoro più difficile per Vago inizierà da domani, ma per lui ora, è ancora il momento di festeggiare. Da parte nostra, un augurio di buon lavoro a colui che nel bene o nel male, guiderà il nostro ateneo nelle difficili acque del nostro tempo, verso un futuro che sarà, inevitabilmente, anche il nostro.

Clicca per ascoltare le prime dichiarazioni del Rettore Vago (attendere qualche secondo)

Il servizio a cura di Lapsus per Radio Popolare (attendere qualche secondo)

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Elezioni Unimi: le pagelle del secondo turno!

Si è chiuso alle 18.30 di martedì 23 ottobre lo spoglio dei voti per il secondo turno della corsa al rettorato di Unimi. Subito le informazioni importanti:

-qui il dettaglio dei voti del secondo turno;
-non c’è ancora un vincitore, si andrà al ballottaggio lunedì e martedì della prossima settimana (non perdetevi la diretta sul nostro sito!);
-l’affluenza al voto è stata pressochè identica al primo turno, con un calo solo da parte degli studenti;
-Gianluca Vago e Marisa Porrini si giocheranno il rettorato al ballottaggio della prossima settimana;

Nella tabella di seguito, vi proponiamo il confronto tra i voti ponderati del primo turno e quelli del secondo. Come sempre, i numeri parlano molto più di tante teorie…a seguire, pagelle!

Qui il dettaglio dei voti e lo speciale dedicato al primo turno.

Pagelle del secondo turno!

Gianluca Vago (735 voti ponderati): vento in poppa professore! Alla fine del secondo turno, se c’è un candidato lanciato verso la vittoria, è proprio Gianluca Vago (che se mai leggerà queste righe, si toccherà tutto il toccabile…). Conferma in toto il suo blocco elettorale, che si dimostra solido e compatto verso un solo obiettivo: mettere fine al regno decleviano. E fa di più: aumenta. Guadagna 173 voti ponderati, che, a nostro modo di vedere ma non solo, nei commenti di fine spoglio, profumano di Francesco Ragusa.

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Speciale elezioni Unimi: i risultati del secondo turno

I dati del secondo turno, svoltosi lunedì 23 e martedì 24 ottobre 2012

A differenza del primo turno, dove era richiesta la maggioranza assoluta dei voti esprimibili, nel secondo turno è richiesta la maggioranza assoluta dei voti espressi.

CANDIDATI-VOTI

Totale voti già ponderati (docenti+studenti e tecnico-amministrativi):

Vago: 735
Porrini: 573
Campadelli: 525
Cappellini: 274
Ragusa: 7
Lucignani: 7
Nulle: 8
Bianche: 30

Vanno al ballottaggio: VAGO E PORRINI (lunedì 29 e martedì 30 ottobre 2012)

AFFLUENZA alla chiusura dei seggi, ore 13 del 23/10/12

totale aventi diritto 4370 / totale votanti secondo turno 3160, 72,3% (primo turno 73,02%)

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Alamo. Per la Storia non fidatevi di Hollywood | Paco Taibo II @Unimi

Giovedì 27 settembre 2012
Università degli Studi di Milano
Via Festa del Perdono 7
ore 16.30
aula 422

presentazione del libro

ALAMO

Per la storia non fidatevi di Hollywood

di Paco Ignacio Taibo II

intervengono
Paco Ignacio Taibo II, autore
Massimo De Giuseppe, docente di storia contemporanea presso lo Iulm di Milano ed esperto di America Latina

L’introduzione di Martino Iniziato, Lapsus (attendere qualche secondo)

L’intervento del Prof. Massimo De Giuseppe (attendere qualche secondo)

L’intervento di Paco Taibo II, (attendere qualche secondo)


La battaglia di Alamo – avvenuta nel 1836 tra i messicani e 200 coloni texani per l’indipendenza del Texas – rappresenta uno di quei miti che negli Stati Uniti hanno dato un senso nuovo al concetto di nazione e all’impero che da questo sarebbe derivato. Per il Messico è stata solo una vittoria da riportare, senza grande enfasi, in una delle tante pagine di storia. Ma cosa è successo realmente? Perché una battaglia, che è stata una sconfitta, concentra il significato profondo di tutto l’impero nordamericano?

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Rosso vivo

Lunedì 20 febbraio 2012
Teatro della Cooperativa
Via Hermada 8, Milano

dalle 20
proiezione di “Volevano cambiare il mondo. Storie di giovani antifascisti” a cura dell’Associazione Lapsus

ore 20.45
prima milanese dello spettacolo

ROSSO VIVO – La storia di Valerio Verbano

Liberamente tratta dal libro di Carla Verbano “Sia folgorante la fine”
di Alessandra Magrini
con Alessandra Magrini e Alessandro Capponi

produzione Compagnia Teatrale Indipendente Attrice Contro

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La “marcia dei quarantamila”: alle origini di un’epoca

L’Italia di fine anni Settanta vive un periodo di transizione politica e culturale, in cui alcuni dei processi avviati negli anni precedenti si concludono o giungono a una svolta. Alle politiche del ’79, il Partito comunista guidato da Berlinguer subisce una severa retrocessione elettorale, scendendo dal 34,4% del ’76 al 30,4% perdendo più di un milione di voti, soprattutto tra i suoi gruppi sociali di riferimento. Il compromesso storico, a seguito della morte di Aldo Moro e delle successive scelte democristiane, si è esaurito e il partito di Berlinguer ricerca una nuova strategia politica, incentrata sulla rinnovata opposizione alla Dc e sull’alleanza con il Psi, in un’ottica di «alternanza democratica»; la maggioranza socialista, però, bloccherà ogni tentativo di accordo coi comunisti, lasciando di fatto il Pci in una nuova fase di stallo.

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MILANO CRIMINALE. Appunti per una storia sulla criminalità a Milano

Un documentario per tentare di raccontare lo sviluppo del fenomeno criminale nella metropoli lombarda dagli anni 50 alla fine degli anni 80.

Un esperimento, un mettersi alla prova. Mostrare con le immagini le evoluzioni e le trasformazioni della malavità a Milano per studiare e diffondere un’idea: per studiare la contemporaneità, gli ultimi decenni della nostra storia, non possiamo continuare a ignorare un fenomeno complesso come quello criminale.

Da quella che veniva chiamata ligèra fino alla scomparsa delle bande criminali di Vallanzasca, Turatello e Epaminonda. La criminalità organizzata è ormai diventata parte integrante del tessuto sociale, economico e finanziario della nostra città. E come tale deve essere studiata.

Abbiamo provato a raccontare i passaggi che hanno portato alla situazione odierna.

1- La ligera

Alla fine della guerra  Milano era una città in ginocchio. I bombardamenti avevano portato distruzione, fame e avevano distrutto famiglie e tessuto economico e sociale. Ma Milano era stata anche la capitale della Resistenza, della lotta di Liberazione, con tutte le speranze, le illusioni e le delusioni che questa aveva prodotto.
Da Milano cominciarono a mettersi in circolo le energie per la ricostruzione. Ma nel frattempo, bisognava arrangiarsi.

Fiorisce la ligèra. Furti negli appartamenti, piccole rapine, ricettazione. Chi non riesce a reinserirsi nel tessuto economico della città, chi non vuole passare la vita alla catena di montaggio è così che cerca di sopravvivere.

2- Arrivano i Marsigliesi

Ma intanto Milano cresce. Dopo la guerra ricomincia sempre più a correre, verso la crescita, verso lo sviluppo, verso la ricchezza. E con la città, anche la criminalità cresce, si abitua e si adatta alle nuove forme della metropoli. Uno stimolo importante lo porta un vento nuovo che soffia in città…un vento che parla francese…

È così che il modello di gangsterismo a bande tipico degli Stati Uniti anni 30-40 si trasfersice, via Marsiglia, a Milano. Il cinema in questo processo gioca un ruolo importante. Film come “Il favoloso colpo da 8” o “La rapina del secolo” affascinano le platee dei cinema di periferia, spesso si sente il pubblico esultare per la riuscita di un colpo.

Inoltre Marsiglia, e con lei tutta le Francia, diventano luoghi sempre meno accoglienti per i criminali, e diversi nomi del milieu marsigliese si trasferiscono in Italia. Su tutti, Albert Bergamelli.

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