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Dopo le bombe. Piazza Fontana e l’uso pubblico della storia

Da fine ottobre in libreria.

In questi mesi abbiamo lavorato duramente alla stesura di questo libro collettivo,  scritto in vista del 50° anniversario della strage di #piazzaFontana.

Pubblicato con Mimesis Edizioni, questo volume è il frutto di un processo collettivo, figlio di un meditato e faticoso lavoro di elaborazione e sistematizzazione di alcuni spunti di indagine storica sorti, in un decennio, nell’ambito di innumerevoli seminari, conferenze, mostre, eventi di divulgazione e momenti di appassionata discussione e confronto.

Un libro che, anche se non lo direste, è anzitutto un lavoro di storia del tempo presente, per riflettere su conseguenze e storture del principale nodo irrisolto dell’età repubblicana, che chiamiamo “strategia della tensione”, a partire dall’uso pubblico che si è scelto di fare della strage del 12 dicembre 1969.

Vi troverete testi di Aldo Giannuli, Davide Conti, Elia RosatiElio CataniaGiulio D’ErricoErica PiccoSara Troglio e Fabio Vercilli, con la postfazione di Mirco Dondi, di cui vi lasciamo un assaggio:

Su un evento spartiacque e fortemente divisivo si misurano le politiche della memoria e le politiche dell’oblio, dove fra queste spicca la totale assenza di memoria sulla guerra fredda. Questo conflitto anomalo, non dichiarato, a bassa intensità, ha avuto, ancora più di altri, la verità come vittima sacrificale. Nell’immediato, nessuno ha letto Piazza Fontana come episodio (incontrollato) di guerra fredda. Di certo, dopo i primi mesi, appare sempre più evidente come il taglio interpretativo dell’evento sia stato funzionale a logiche di schieramento e a concordate convenienze.

Mirco Dondi
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Ricordando Federico Chabod

lectio magistralis di Edoardo Tortarolo.

Mercoledì 17 Aprile 2019 | Università Statale di Milano, Via Festa del Perdono, 3 | ORE 16.30 – AULA 102

Prosegue il ciclo di lectio magistralis inaugurato nel 2016. Quest’anno si presenta la lezione del professor Edoardo Tortarolo (Università del Piemonte Orientale) dal titolo: Italia-Germania relazione pericolosa o affinità elettiva?

Iniziativa in collaborazione con: Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti | Casa della Cultura | Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea | Fondazione Isec | Fondazione Memoria della Deportazione | Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea | Istituto Lombardo di Storia Contemporanea | Istituto Nazionale Ferruccio Parri | Lapsus – Laboratorio di analisi storica del mondo contemporaneo | Palazzo Moriggia – Museo del Risorgimento

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Fare storia nel tempo presente

Lunedì 1 aprile | Fondazione Giangiacomo Feltrinelli | Viale Pasubio 5, Milano

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano e “Amici di Passato e Presente” danno vita a un “laboratorio n. 0” per avviare un confronto di esperienze a partire dai luoghi in cui si fa storia fuori dall’università (fra gli altri l’Istoreto, l’Aiso, la Sislav, l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, l’Isec e Zapruder)e che si interrogano sulle sfide che i grandi fenomeni della contemporaneità – crisi economiche, conflitti, migrazioni – pongono concretamente alla dimensione della cittadinanza: quali sono i cambiamenti di paradigma che inducono tali mutamenti? Quali trasformazioni esse portano nei rapporti di relazione fra individui e gruppi sociali? In che modo è possibile costruire nuovi percorsi d’inclusione civile? Ragionare su tali grandi questioni significa anche tornare sulla presunta “crisi della storia” e sui modi di fare storia nello spazio pubblico nel tempo presente.


Punto di partenza della riflessione è quello di ripensare il “calendario civile”, un elenco di date attraverso cui i gruppi umani (comunità, classi sociali, nazioni) hanno dato forma, contenuto e programma alla loro identità costruita nel tempo. Quanto parlano ancora quelle date? Il processo di memoria pubblica segue ancora lo stesso percorso? Ha lo stesso obiettivo? Un ulteriore contributo alla discussione è offerto dalla nozione di “storia del tempo presente” in ambito francese, i suoi caratteri, le definizioni e le sfide epistemologiche e metodologiche (la “matrice” del tempo presente, il rapporto dinamico e conflittuale fra storici e testimoni, fra storia e memoria). Queste riflessioni possono essere di qualche utilità per il caso italiano?

Il confronto tra i diversi percorsi e le differenti pratiche consentirà infine di avviare una discussione più complessiva orientata a progettare altri momenti di dialogo. Che cosa ci dice oggi la storia? Fino a che punto il bagaglio esperienziale di ieri, le opzioni di successo, e anche quelle sbagliate, le occasioni mancate, i fallimenti concorrono a aiutarci in una ricerca di senso dell’oggi? In questo quadro, qual è il possibile ruolo virtuoso di quella che oggi viene definita Public History?


Riflessioni
– David Bidussa (Fondazione Feltrinelli), Ridefinire il calendario civile
– Valeria Galimi (Passato e Presente), La storia del tempo presente: uno sguardo dalla Francia


Esperienze
– Simonetta Soldani (Amici di Passato e Presente), Passato e presente
– Enrico Manera (Istoreto), Le attività dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’
– Roberta Garruccio (Aiso), L’Associazione italiana di storia orale

Partecipano alla discussione
Roberto Bianchi (Passato e Presente/Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporeanea), Mirco Carrattieri (Istituto Nazionale Ferruccio Parri), Maria Meriggi (Società italiana di Storia del Lavoro), Jacopo Perazzoli (Fondazione GG. Feltrinelli), Sara Troglio (Laboratorio Lapsus), Sara Zanisi (Fondazione Isec- Istituto per la storia dell’età contemporanea)

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Siglato un Memorandum of Understanding tra Lapsus e University of Lincoln

Nella foto (da sinistra): Greta Fedele (Lapsus), Erica Picco (Lapsus), Dan Ellin (IBCC 
archive and exhibition curator), Zeno Gaiaschi (Lapsus) e Heather Hughes (Head of IBCC Digital Archive).

Lapsus ha recentemente firmato un formale Memorandum of Understanding con l’Università di Lincoln (UK), atto che costituisce il primo riconoscimento ufficiale dell’Associazione da parte di un’università straniera. L’ateneo di Lincoln si trova attualmente alla ventiduesima posizione su 121 atenei britannici (The Guardian University League Tables 2019) ed è al massimo livello del Teaching Excellence Framework britannico per qualità dell’insegnamento e prospettive occupazionali dei suoi diplomati.

L’accordo sancisce l’intenzione di lavorare a future iniziative di comune interesse nel campo della public history mediante progetti condivisi ed altre attività. L’ateneo è infatti partner del Lincolnshire Bomber Command Memorial Trust nella realizzazione dell’ International Bomber Command Centre (IBCC), un moderno museo narrativo che esplora la controversa memoria storica di quanti si sono trovati coinvolti nella guerra di bombardamento nel teatro europeo. Cinque membri di Lapsus hanno partecipato inizialmente come intervistatori ma la collaborazione è divenuta via via più strutturata fino alla firma di un documento formale.

Il Dr Dan Ellin, International Bomber Command Centre archive and exhibition curator, ha così commentato la firma del memorandum:

What Lapsus has delivered is outstanding in terms of quality and quantity. Interviews with Italian bombing survivors have given a more balanced coverage to our archive and exhibition – this help users and visitors to understand the moral and ethical complexity of the bombing war. We are delighted to work with them.

[Ciò che Lapsus ha prodotto spicca per qualità e quantità. Le loro interviste con con italiani che sono trovati sotto le bombe alleate hanno dato una prospettiva più equilibrata all’archivio ed alla mostra: ciò aiuta utenti e visitatori a comprendere la complessità delle questioni etiche morali sulla guerra di bombardamento. Siamo felicissimi di poter lavorare con loro.]

Inutile dire che siamo orgogliosi ed entusiasti di questo risultato.

Per approfondire la storia del progetto e il contributo di Lapsus, continua a leggere qui.

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Under. Giovani, mafia e periferie. Presentazione del libro

Negli ultimi mesi Zeno Gaiaschi e Sara Troglio di Lapsus hanno partecipato alla redazione dell’inchiesta collettiva Under. Giovani, mafia e periferie (Giulio Perrone Editore, 2017) a cura di Marco Carta e Danilo Chirico.

In particolare il loro saggio “Realtà digitali. La mafia è solo un gioco” tratta un argomento piuttosto inesplorato, ossia il rapporto tra giovani generazioni, fascinazione mafiosa e videogiochi. L’indagine cerca di fare chiarezza rispetto ad alcuni punti essenziali: esiste un rapporto tra violenza giocata e violenza reale? Come viene trattata l’immagine della mafia nei principali titoli di gioco che ne narrano le vicende? Qual è lo stato del dibattito pubblico relativo a questo medium?

Nella redazione del saggio si sono potuti avvalere dei contributi di Andrea Dresseno, Costanzo Colombo Reiser, Flavio Pintarelli e Rosy Nardone.

Il libro sarà presentato in due differenti occasioni:

  • Domenica 1 ottobre – ore 19.00 – Piazza del Mercato, Pioltello (MI)
    In occasione del Festival LegalMente – Pioltello contro le mafie, lo presenteremo insieme ai curatori, alla presenza dei ragazzi del circolo Malabrocca e del rapper Kiave
  • Lunedì 2 ottobre – ore 21:00 – Via Cesariano 7, Milano (M2 Moscova)
    Presso la Librosteria
    Modera:
    Roberto Maggioni, giornalista di Radio Popolare
    Intervengono:
    Danilo Chirico, giornalista, presidente di DaSud e co-curatore del libro
    Marco Carta, giornalista e co-curatore del libro
    Laboratorio Lapsus

Legalmente – Manifesto generale (programma completo del festival)

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Storia e didattica: come insegnare la memoria nelle scuole

Mercoledì 1 febbraio 2017
Ore: 14:30
Presso Spazio contemporaneo Carlo Talamucci
Villa Visconti d’Aragona, via Dante 6 – Sesto San Giovanni (MI)

memoriale-della-shoah

 

All’interno delle iniziative organizzate dall’Assessorato alla cultura del Comune di Sesto San Giovanni per il Giorno della Memoria 2017, proponiamo una conferenza pubblica sul tema “Storia e didattica: la memoria nelle scuole oltre i testimoni”: partendo dalla nostra esperienza di lavoro nelle scuole medie e superiori dell’area milanese, cercheremo di proporre alcune riflessioni sviluppate sul fondamentale ruolo della didattica della Storia nella trasmissione e nella costruzione della memoria di eventi fondamentali, quale l’Olocausto, in un momento di passaggio in cui purtroppo le nuove generazioni avranno sempre meno la possibilità di conoscere testimoni del periodo e sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti.

Durante l’incontro interverranno:

Fabio Cereda, ex-docente di storia e filosofia in diverse scuole dell’area milanese
Elia Rosati, docente di storia e filosofia nei licei e collaboratore del Dipartimento di Studi Storici (Unimi)
Sara Troglio, dottoressa in Scienze storiche (Lapsus)

Invitiamo docenti delle scuole medie e superiori, operatori scolastici, studenti e cittadini mercoledì 1 febbraio alle ore 14,30 presso lo spazio Talamucci a Sesto San Giovanni.

Per saperne di più:
I nostri laboratori didattici per le scuole: http://www.laboratoriolapsus.it/didattica/
Per approfondire il tema, leggi l’articolo di Sara Troglio sul tema Memoria e didattica: appunti e riflessioni

Consulta il pieghevole con le altre iniziative in programma per il Giorno della Memoria 2017 a Sesto San Giovanni.

 

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“L’invisibile ovunque”: 2 marzo, due incontri con Wu Ming

copertinaMercoledì 2 marzo 2016, abbiamo incontrato il collettivo di scrittori “Wu Ming” in due momenti che, partendo dal loro ultimo libro “L’invisibile ovunque“, ambientato durante la Grande Guerra, ci hanno permesso di dialogare con loro su diversi temi a cavallo tra storia e contemporaneità. Il primo appuntamento è stato all’Università Statale al mattino ed il secondo al Pianoterra, dalle 19.30. Ecco i podcast e i rimandi al libro.

La Statale incontra i Wu Ming

[PODCAST] Mercoledì 2 marzo, ore 10.30, Aula Crociera Alta di Lettere
Università degli Studi di Milano
Via Festa del Perdono 7

A pochi mesi dall’uscita del libro “L’invisibile ovunque”, ambientato durante la Grande Guerra, un incontro a cavallo tra storia, scritture politiche del passato, narrazioni, immaginari, con gli autori, tra li altri, de “L’Armata dei sonnambuli”, “Altai”, “Q”.

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