Posts Taggati ‘piazza fontana’

Dopo le bombe. Piazza Fontana e l’uso pubblico della storia

Da fine ottobre in libreria.

In questi mesi abbiamo lavorato duramente alla stesura di questo libro collettivo,  scritto in vista del 50° anniversario della strage di #piazzaFontana.

Pubblicato con Mimesis Edizioni, questo volume è il frutto di un processo collettivo, figlio di un meditato e faticoso lavoro di elaborazione e sistematizzazione di alcuni spunti di indagine storica sorti, in un decennio, nell’ambito di innumerevoli seminari, conferenze, mostre, eventi di divulgazione e momenti di appassionata discussione e confronto.

Un libro che, anche se non lo direste, è anzitutto un lavoro di storia del tempo presente, per riflettere su conseguenze e storture del principale nodo irrisolto dell’età repubblicana, che chiamiamo “strategia della tensione”, a partire dall’uso pubblico che si è scelto di fare della strage del 12 dicembre 1969.

Vi troverete testi di Aldo Giannuli, Davide Conti, Elia RosatiElio CataniaGiulio D’ErricoErica PiccoSara Troglio e Fabio Vercilli, con la postfazione di Mirco Dondi, di cui vi lasciamo un assaggio:

Su un evento spartiacque e fortemente divisivo si misurano le politiche della memoria e le politiche dell’oblio, dove fra queste spicca la totale assenza di memoria sulla guerra fredda. Questo conflitto anomalo, non dichiarato, a bassa intensità, ha avuto, ancora più di altri, la verità come vittima sacrificale. Nell’immediato, nessuno ha letto Piazza Fontana come episodio (incontrollato) di guerra fredda. Di certo, dopo i primi mesi, appare sempre più evidente come il taglio interpretativo dell’evento sia stato funzionale a logiche di schieramento e a concordate convenienze.

Mirco Dondi
Leggi Tutto

“L’eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965-1974” | Presentazione del libro

[PODCAST] copertina_DondiLa strage di Piazza Fontana, del 12 dicembre 1969, apre la stagione delle ‘stragi nere’ in Italia, una serie di episodi stragistici ed eversivi, compiuti per mano di gruppi di estrema destra e neofascisti, manovrati, infiltrati e partecipati da pezzi di apparati dello stato. Alcuni giorni dopo la bomba di Milano, il settimanale britannico “The Observer” parlerà di ‘strategia della tensione’, riferendosi non solo alle bombe, ma al più generale clima sociale e politico che si svilupperà in Italia negli anni successivi. Mirco Dondi, grazie allo studio ed alla raccolta di una grandissima mole di documenti, emersi negli anni dalle diverse inchieste e commissioni d’inchiesta che si sono succedute e raccogliendo la letteratura prodotta in questi anni, propone uno dei primi tentativi di sintesi storiografica su quei decenni, inserendo gli avvenimenti nel più ampio quadro concettuale della Guerra Fredda (la guerra psicologica, la guerra non ortodossa, l’utilizzo dei media, la strumentalizzazione dell’opinione pubblica e l’esperienza della contro informazione ecc), mettendo a disposizione di lettori, studiosi e giovani, uno strumento che, finalmente, permette di fissare alcune verità storiche inoppugnabili, nonostante le mancate condanne processuali.

Giovedì 10 dicembre 2015
Spazio Pianoterra, ore 18
Via Confalonieri 3, Milano

Presentazione del libro
L’eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965-1974″
Di Mirco Dondi, Laterza, 2015

Leggi Tutto

Piazza Fontana: strumenti per la memoria

banner_piazza_fontanaNon una conferenza, ma un workshop per porsi insieme ad insegnanti, collettivi e studenti il problema della memoria: come far conoscere la storia di Piazza Fontana, della strategia della tensione e dell’eversione di destra alle nuove generazioni? Quali strumenti e linguaggi abbiamo a disposizione? Come renderla una storia significativa per giovani che sentono quegli avvenimenti lontani?

Venerdì 11 dicembre
LatoB, viale Pasubio 14, Milano

17.30: l’Italia e l’eversione nera. Breve storia della stretegia della tensione;

19.00, worshop: “Strumenti per insegnanti, collettivi e studenti: come raccontare e ricordare oggi la strage di Piazza Fontana?” a cura di Lapsus;

Leggi Tutto

Gli anni spezzati: a proposito di abuso pubblico della Storia

Un paio d’anni fa, quando uscì Romanzo di una strage, pubblicammo una riflessione  circa i processi di semplificazione storica e di rimozione pubblica cui avrebbe dato luogo la visione della pellicola; ovviamente, quel film può essere compreso solo se inserito all’interno di quella che più volte abbiamo definito “strategia della confusione”, un’operazione volta a dissolvere in un grigio uniforme  anni cruciali della storia repubblicana. Poi, per fortuna, pochissimi andarono al cinema e il danno fu in una certa misura limitato (anche se per quanto una produzione cinematografica sia andata male prevede comunque la visione da parte di qualche centinaio di migliaia di spettatori: pochi per influenzare un’opinione pubblica per lo più confusa o indifferente, tanti in numeri assoluti).

Leggi Tutto

Chi è Stato? | La mostra a Villa Scheibler!

7-14 dicembre 2012
Villa Scheibler
Via Orsini 26, Milano

“Chi è Stato?
La strategia della tensione e le stragi impunite (1969-1984).”

Mostra interattiva di
testi | foto | audio | video
per ricostruire e rivivere quegli anni cruciali per la storia dell’Italia Repubblicana

Con il patrocinio dell’Anpi e del Consiglio di Zona 8 di Milano


Conoscere la storia significa capire le ragioni dell’oggi.

Anteprima della MOSTRA online: La strategia della tensione e le stragi impunite (1969-1984).

Ingresso libero
Orari di apertura
-7 dicembre: dalle 14 alle 20
-8 e 9 dicembre: 9-12.30 | 14-19
-dal 10 al 14 dicembre: 9-12.30 | 14-17.30

Inaugurazione venerdì 7 dicembre ore 17

Sotto il video della presentazione della mostra all’Università di Bologna

Brescia, 16 novembre 2010. Viene emessa la sentenza del processo per la strage di piazza Loggia del 28 maggio 1974. Ancora una volta, dopo trentasette anni, la magistratura del nostro paese non ha avuto il coraggio di condannare nessuno degli imputati per quella tremenda vicenda, marchiata a fuoco dall’eversione neofascista dell’epoca.

Leggi Tutto

Strage di Brescia: lo Stato non ha vergogna

 

Passa il tempo, cambiano i governi, ma il risultato è sempre lo stesso.
È appena giunta la notizia dell’assoluzione in corte d’appello per i quattro imputati nel processo per la strage di piazza della Loggia (Brescia, 28 maggio 1974) in cui morirono otto persone e un centinaio rimasero ferite a causa dell’esplosione di una bomba.
Non c’è stupore, non c’è meraviglia per un risultato ritenuto altamente probabile, visti anche i trascorsi a cui ci ha abituato la giustizia italiana, ma restava pur sempre la speranza, l’ultima a morire, come diceva qualcuno, che qualcosa cambiasse, finalmente. Soprattutto, che qualcuno si prendesse la responsabilità di confermare al paese e ai familiari delle vittime, (cui va la nostra più sincera solidarietà, in testa Manlio Milani, che conosciamo e stimiamo), chi diamine abbia messo quella bomba, chi abbia deliberato il massacro di innocenti durante una manifestazione antifascista, chi abbia ordinato il lavaggio della piazza per impedire la raccolta di elementi utili alle indagini, chi abbia coperto le responsabilità e depistato gli inquirenti.

Leggi Tutto

Su “Romanzo di una strage”: il pacto de l’olvido, la ricostruzione storica e la memoria consegnata al futuro

Scriviamo queste considerazioni dopo aver visto il film di Marco Tullio Giordana, “Romanzo di una strage”. Nonostante sia nelle sale da poche settimane si è già detto molto, chi in termini positivi, chi critici, e non poteva che essere così: in Italia, raccontare una storia come quella di Piazza fontana, suscita necessariamente clamore, nel bene e nel male.
Il punto principale su cui ci vogliamo concentrare è il seguente: nel momento in cui si decide di costruire una narrazione cinematografica ispirata a fatti realmente accaduti, cruciali nella storia del nostro paese, si deve essere consapevoli che si sta contribuendo a formare la vulgata che poi si radicherà nell’opinione pubblica (considerando anche la stragrande maggioranza dei potenziali spettatori, non informati sui fatti, anzi spesso, nel caso dei più giovani, per lo più ignari di quelle vicende).

Leggi Tutto

seguici

Associazione Lapsus